Alvernia

In Alvernia ci sono eccellenti formaggi, come il bleu d’ auvergne, mettiamoci pure le bellezze paesaggistiche…..dovrò andarci !

http://www.readandgo.net/francia-puys/
Il gigantesco altopiano di granito che troneggia in Alvernia, con i suoi laghi vulcanici e le sorgenti termali, è considerato un autentico paradiso naturale per gli sportivi (sci, parapendio, canoa, vela…). Anche al semplice viaggiatore già la visione del territorio offre uno spettacolo grandioso: i più di cento vulcani estinti si presentano come picchi elevati (i puys) che punteggiano la regione.

Nei Monts Dome l’ ascesa alla vetta del Puy de Dome inizia con un pittoresco trenino a cremagliera che ci porta indietro nel tempo; il viaggio a ritroso prosegue in cima al vulcano, dove si adagiano sorprendentemente i resti di un tempio romano dedicato al dio Mercurio, a protezione delle vie di comunicazione dei mercanti che già 25 secoli fa attraversavano la regione.

Di certo l’aspetto magico dei puys ha da sempre ispirato i popoli del territorio: infatti uno dei luoghi più suggestivi di Francia è Le Puy in Velay, una straordinaria cittadina adagiata su tre spuntoni di roccia basaltica. Vista da lontano, ai pellegrini che l’attraversano sulla via di Santiago di Compostela, si rivela proprio come una città santa con le sue tre costruzioni mistiche:

1) La cappella di Saint Michel, abbarbicata su di un picco lavico.

2) La rossa statua di Notre Dame (composta con materiale ricavato dalla fusione dei cannoni della battaglia di Sebastopoli)

3) La cattedrale, abbellita da un prezioso chiostro, dove si venera una immagine della Madonna nera, testimonianza dei legami che il luogo ha sempre mantenuto con il mondo bizantino e moresco.

Tutte le antiche civiltà hanno associato le vette dei Puys ad un mondo magico e religioso, se è vera la leggenda della “pietra della febbre”: murata nelle pareti della cattedrale ci sarebbe una pietra con poteri curativi, oggetto di arcaici culti dei Druidi .

AutoCAD: impostare un nuovo disegno (appunti)

  1. impostare le unità: si usa il comando UNITA, e metto ad esempio “metri”, cioè ogni unità di disegno è pari ad un metro “reale”.
    autocad-impostazioni-disegno
    La figura si riferisce ad AutoCAD2012 Architecture, in cui c’è una corrispondenza tra le “unità di disegno” e la scala di stampa.
    Invece in AutoCAD 2011 questa corrispondenza non c’è, e quindi bisogna gestire le scale con un po’ di attenzione in più.
    In AutoCAD 2011 non è neanche necessario specificare le unità con il comando UNITA: infatti manca il campo “unità di disegno”
    unita
  2. impostare la “scala di stampa”. Lavorando con 1 unità = 1 metro:
    • in AutoCAD 2012 Architecture bisogna distinguere: nell’ impostazione pagina diciamo 1 mm = 1 unità, cioè facciamo corrispondere l’ unità dello spazio carta con il millimetro (quindi la scala 1:1), ma il sistema sa già che nello spazio modello 1 unità = 1 metro ed imposta la scala ad 1:1000.
      autocad-imposta-pagina
    • Invece in AutoCAD 2011 non c’è corrispondenza tra unità disegno ed unità reali: dunque dobbiamo specificare manualmente la scala : se per noi l’ unità di disegno è pari ad 1 metro, in “Gestione impostazioni pagina” dobbiamo specificare 1000 mm = 1 unità
      stampa

    In entrambi i casi abbiamo fatto sì che ci sia una corrispondenza 1:1 tra le unità reali (in questo caso: metri) e l’ unità di disegno, nello spazio carta.
    In altre parole: quando si imposta la pagina, qualunque sia la scala del disegno, dobbiamo fare in modo che le unità di disegno vengano riportate ai millimetri equivalenti, cosicchè il disegno venga rappresentato a grandezza reale nello spazio carta.

  3. ora si scala il disegno nella scala desiderata per la stampa: per prima cosa si crea una finestra di stampa con il comando FINESTRE.
    Poi si imposta per ciascuna finestra la rispettiva scala di stampa.
    Avendo disegnato in metri, potremmo voler stampare a 1:100 o 1:200.
    Basta specificare questa scala per la finestra, che il disegno verrà “zoomato” nella scala giusta, e tutti gli oggetti annotativi saranno correttamente rappresentati.
  4. impostare gli stili di testo e le quote come “annotativi”: in questo modo possiamo stampare in qualunque scala quotando una volta per tutte.
    modificare le dimensioni degli stili di testo e di quota in base alle unità di stampa.
  5. impostare la scala delle linee tratteggiate (cioè la “scala del tipo di linea”), variabili di sistema MSLTSCALE e PSLTSCALE:
    • MSLTSCALE controlla il comportamento delle linee nello spazio modello: se impostato a 1, cambiando la scala di disegno cambia la scala del tratteggio (secondo me è l’ impostazione migliore, per visualizzare come verranno stampate le linee)
    • al contrario, PSLTSCALE impostato a 1 rende le linee tratteggiate invariabili al variare della scala nello spazio carta (comportamento secondo me desiderabile in molti casi)
  6. impostare lo spessore linea di default: variabile LWDEFAULT con lo spessore espresso in centesimi di millimetro. Nell’ ’ambito di un elaborato grafico si devono usare solo tre spessori di linea fra loro in rapporto 4:2:1. Le linee corrispondenti sono definite dalla norma, rispettivamente, extra-grosse, grosse e fini. Ad esempio, se si sceglie lo spessore 0.15 mm per le linee fini, le linee grosse ed extra-grosse dovranno avere spessori pari, rispettivamente, a 0.30 mm e 0.60 mm.
  7. le tabelle di stili di stampa sono di due tipi: le tabelle di stili di stampa con nome (memorizzate in file STB) e le tabelle di stili di stampa dipendenti da colore (memorizzate in file CTB).
    Personalmente, al contrario di molti, preferisco gli stili di stampa STB: disegno con i colori che voglio e imposto gli spessori per oggetto o per layer senza problemi, mi basta solo cambiare lo stile di stampa per ogni oggetto. Ecco una guida interessante per gli stili STB:

    Con l’arrivo di AutoCAD2000 è stato mantenuto il concetto di “colore a video –> corrispettivo colore e spessore di stampa” utilizzando gli “stili di stampa dipendenti dal colore” (con estensione *.CTB), ma è stata anche introdotta la grandissima novità degli “stili di stampa per nome” (con estensione *.STB) che finalmente interrompono il forte legame che era presente tra colore a video e relativo colore e spessore di stampa.

    gli “stili di stampa con nome”: utilizzati solo da una piccola nicchia di disegnatori CAD, ma decisamente più potenti rispetto i primi, consentono di associare “il colore di stampa e lo spessore di stampa” direttamente ad una variabile (il cui nome può essere scelto dall’utente) la quale può essere successivamente assegnata ai layer e addirittura ai singoli oggetti presenti nel file di disegno. Se ne ricava pertanto che allo stesso colore a video (sia esso assegnato al layer oppure forzato ad un oggetto del disegno) è possibile associare infinite caratteristiche di stampa in quanto quest’ultime non sono associate a colore ma direttamente ai layer o ai singoli oggetti.

    Andare nelle opzioni, comando OPZIONI o dal menu, e in “Stampa e pubblicazione” andare in “Impostazioni tabella stili di stampa…” per impostare lo stile di stampa di default: da colore o con nome.

Gnome Shell e gnome-bluetooth to 3.8.1-1

https://blogs.fsfe.org/the_unconventional/2013/06/30/to-all-debian-jessietesting-users-do-not-upgrade-gnome-bluetooth-to-3-8-1-1-yet/

To all Debian jessie/testing users: DO NOT upgrade gnome-bluetooth to 3.8.1-1 yet [Edit: Fixed]

Posted on June 30, 2013 by Kevin Keijzer

[Edit: This bug has been fixed as of July 3, 2013. If you upgrade gnome-shell to 3.4.2-10 and gnome-bluetooth to 3.8.1-2 simultaneously, all will be fine.]

Due to a bug in the current GNOME Shell in testing (3.4.2-8), installing the latest gnome-bluetooth package will brick your entire desktop:

JS ERROR: !!! Exception was: TypeError: GnomeBluetoothApplet.KillswitchState is undefined
JS ERROR: !!! message = ‘”GnomeBluetoothApplet.KillswitchState is undefined”‘
JS ERROR: !!! fileName = ‘”/usr/share/gnome-shell/js/ui/status/bluetooth.js”‘
JS ERROR: !!! lineNumber = ’97′
JS ERROR: !!! stack = ‘”()@/usr/share/gnome-shell/js/ui/status/bluetooth.js:97
wrapper()@/usr/share/gjs-1.0/lang.js:204
()@/usr/share/gnome-shell/js/ui/status/bluetooth.js:56
wrapper()@/usr/share/gjs-1.0/lang.js:204
()@/usr/share/gjs-1.0/lang.js:145
()@/usr/share/gjs-1.0/lang.js:239
()@/usr/share/gnome-shell/js/ui/panel.js:1135
wrapper()@/usr/share/gjs-1.0/lang.js:204
start()@/usr/share/gnome-shell/js/ui/main.js:234
@:1
“‘
Window manager warning: Log level 32: Execution of main.js threw exception: TypeError: GnomeBluetoothApplet.KillswitchState is undefined

This will cause your entire desktop environment to crash, leaving you with nothing but a wallpaper.

According to this bug report, the behaviour has been fixed in gnome-shell 3.4.2-9, which is, at this point, still in sid/unstable. So once more: do not upgrade gnome-bluetooth to 3.8.1-1 before gnome-shell 3.4.2-9 has entered the jessie/testing repositories.

In case you have accidentally upgraded and are now facing a useless desktop, switch to tty1 (Ctrl + Alt + F1), log in, and type the following:

sudo apt-get install gnome-bluetooth/stable gir1.2-gnomebluetooth-1.0/stable

After downgrading the packages, run sudo service gdm3 restart and log back in again. (If you’re using sysvinit, run sudo /etc/init.d/gdm3 restart.)

In order for this to work, you’ll need the stable repositories to be present in your /etc/apt/sources.list. If they’re not, first run sudo nano /etc/apt/sources.list (or another text editor) and make sure it contains the following line:

deb http://ftp.nl.debian.org/debian/ stable main

Obviously, the exact server can be different depending on the country you live in.