Beccacce al ginepro

http://www.buonissimo.org/lericette/8312_Beccacce_al_ginepro

Il vino da abbinare a questa ricetta è un Sassicaia o un barolo.

Ingredienti

  • 2Beccacce pulite da 400 g l’una
  • 100 gBurro
  • 12Bacche di ginepro
  • 1 dlAcquavite di ginepro
  • 2 ramettiTimo
  • q.b.Sale
  • q.b.Pepe

Preparazione

Pestate le bacche di ginepro nel mortaio riducendole in poltiglia. Amalgamatene 1/3 con 40 g di burro ammorbidito, a temperatura ambiente e formate 2 palline; mettetene 1 dentro ogni beccaccia. Aggiungete anche 1 rametto di timo lavato per insaporire.

Mettete il restante burro in un tegame e, a fuoco vivo, fate rosolare uniformemente le beccacce, girandole delicatamente con l’aiuto di 2 cucchiai.

Continuate la cottura a fuoco moderato e dopo circa 10 minuti insaporite con un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe e spolverizzate con il resto delle bacche pestate.

Proseguite per altri 10 minuti e, a fine cottura, scaldate l’acquavite, versatela sulle beccacce, fiammeggiate e portate a tavola.

Crema pasticcera

http://www.cremapasticcera.it/

Ingredienti

Latte, 500 ml
Zucchero, 150 g
Farina, 50 g
Uova, 6
Vanillina, 1 bustina

Ricetta per 4 persone
  • Prima di tutto prendete un pentolino medio e mettetevi dentro tutto il latte mettendone da parte solo mezzo bicchiere, vi servirà nella fase finale.
    Versateci dentro anche la vanillina, ma se avete un baccello di vaniglia estraetene i semini interni e metteteli dentro il latte.
    Fate scaldare a fiamma media e spegnete non appena comincia a bollire.
  • Nel frattempo in una ciotola mettete dentro solo il rosso delle uova insieme allo zucchero e, aiutandovi con un frustino elettrico, sbattete per bene il tutto.
  • Continuate a sbattere fino a quando non avete ottenuto una crema omogenea e spumosa.
  • Il latte nel frattempo si è raffreddato un po’, prendetene un terzo e versatene piano piano dentro la ciotola con la crema di uova e zucchero che avete appena fatto e continuate a mescolare col frustino.
    Versate il latte molto lentamente altrimenti rischiate di rovinare la crema prima ancora di finirla.
  • Adesso potete setacciare la farina e unirla poco alla volta dentro la crema. Mescolate ancora il tutto.
  • A questo punto siamo quasi al termine dell’opera…
    Versate la crema ottenuta dentro la pentola con il latte fatto bollire in precedenza. Accendete il fuoco e fate portare ad ebollizione non dimenticando assolutamente di continuare a mescolare manualmente con un frustino o con qualcosa di simile, volendo anche un cucchiaio di legno.
  • Non appena bolle, abbassate la fiamma e continuate a mescolare altri per 2-3 minuti.
    Prendete quindi il mezzo bicchiere di latte messo da parte e aggiungetelo a filo dentro la pentola continuando a mescolare per bene per evitare di formare dei bruttissimi grumi.
    Versato tutto il latte, spegnete il fuoco perchè la vostra crema è finalmente pronta!
  • Lasciatela raffreddare e, per evitare che ci si formi sopra una pellicina, copritela con una pellicola trasparente.

Ristoranti di pesce a Bari

Bari vs Japan 1-0

Il capoluogo pugliese è ricco di ristoranti in cui mangiare pesce, specie se crudo e consumato en plein air. Basta andare di domenica mattina ‘Nderr alla Lanz per rivivere un rito che anticipa di oltre un secolo l’arrivo del sushi in Italia e apprezzare tutto il sapore dei frutti di mare. Ma quando chiedi in città dove mangiare la vera cucina barese di mare, nove volte su dieci otterrai due soli storici nomi: “Al Gambero” e “Al Pescatore”, entrambi posti in location strategiche; il primo di fronte l’ingresso del Porto, l’altro a due passi dalla Cattedrale e dal Castello Svevo. Non saprei dire qual è il mio preferito, ma posso suggerire come regola, prima di lasciarsi andare alle tentazioni di primi e secondi piatti, di assaporare un tuffo nel vero mondo del barese doc: le crudités di mare, cioè antipasti a base di pesce crudo come i ricci da mangiare rigorosamente col pane, l’taratuff, le cozze nere e quelle pelose, i polpi e i cosiddetti “allievi” (tagliatelle di seppioline), ostriche, e noci bianche. Il tutto con una spruzzata di limone.

E tu lo chiami pub?

A Bari ho un altro locale preferito in cui mangiare pesce… Certo il suo nome ispira paesaggi californiani, la musica dal vivo, e l’idea del classico pub fatto veramente a pub, ma il Whisky A Go Go è molto altro, e lo si capisce appieno accomodandovisi a cena. In realtà è un ottimo ristorantino in cui mangiare (anche) pesce. La sua cucina di mare lascia senz’altro stupiti per qualità e bontà, e non fa mancare il crudo di mare.

Quando “rozzo” fa rima con “squisito”

Negli 865 km di costa pugliese i luoghi in cui mangiare pesce si sprecano. Per lo scopo a me piace molto la piccola Mola di Bari, dove non manca un classico castello con a due passi una Villa Comunale e soprattutto un bel lungomare progettato dal grande architetto spagnolo Oriol Bohigas. E’ particolarmente piacevole qui godersi pesce crudo, carpacci, e fritti misti proposti Da Tommy, una friggitoria/braceria solo estiva e che vanta 7 anni di attività. Ambiente molto spartano, ma pesce top.
Tutto l’anno, in paese, c’è invece l’osteria Al Gambero Rozzo, che nasce da una costola del precedente locale e porta in tavola lo stesso ottimo pesce, ma dove poter assaporare con ben più comfort e cura degli arredi anche primi e secondi piatti. La prenotazione del tavolo non è obbligatoria, ma fondamentale visto che è sempre full.

Una vecchia storia di successo

Andare in Puglia e non visitare Polignano a Mare è uno degli atti masochistici più grandi che un turista possa compiere. La patria di Domenico Modugno, ormai set a cielo aperto per cinema e televisione, è famosa anche per la rinomata cucina di mare proposta dal ristorante Da Tuccino. Era il 1968 quando Vito Centrone (detto Tuccino), affiancato da sua moglie Tonetta, iniziò a far da mangiare nella sua baracca fatta di legno e stuoie di canna in cui vendeva cozze e frutti di mare. Ieri come oggi, qui hai modo di assaporare dell’ottimo pesce fresco di pescato in un contesto che apre l’anima.

http://2night.it/2015/01/22/indimenticabili-ristoranti-dove-mangiare-pesce.html

Crema pasticcera

Ingredienti

  • Latte 500 ml
  • Uova 4 tuorli
  • Farina 50 g
  • Zucchero 100 g

Preparazione

In una casseruola mettete i 4 tuorli d’uovo, unite 4 cucchiai rasi di zucchero semolato e due cucchiai di farina bianca.
Con una frusta mescolate accuratamente sino ad ottenere il composto liscio e senza grumi.
Versate poi il latte freddo facendolo cadere a filo, continuando a mescolare.
Ponete la casseruola sul fuoco e portate all’ebollizione continuando a mescolare con la frusta, tenete sul fuoco per qualche istante quindi levate e versate la crema in una ciotola.
Lasciate raffreddare, mescolando ogni tanto affinchè non si solidifichi in superficie.
Una volta fredda può essere usata per le vostre preparazioni.

Consigli

Se volete profumare la crema pasticcera è possibile farlo con una scorza di limone oppure incorporando degli alcolici mescolando con una frusta prima che la crema si raffreddi.

Formaggi

http://www.corriere.it/speciali/alimentazione/set_cibo8.html

I formaggi

Di vacca, di pecora, di bufala, di capra; a pasta dura e molle, stagionati, semistagionati, freschi, grassi, semigrassi e magri. Sono più di 400 le scelte che offre la tradizione italiana nel settore formaggi. Siamo grandi produttori e grandi consumatori, ma siamo sicuri di conoscere bene tutte le varietà di formaggio che offre il mercato e di saper scegliere con sicurezza?

Formaggi: quali i rischi?
I formaggi possono incappare in difetti e alterazioni dovuti a diversi fattori che ne modificano più o meno profondamente le qualità organolettiche e le caratteristiche igieniche. Questi difetti possono essere dovuti a:

  • alimentazione sbagliata degli animali o utilizzo del latte prelevato da bestie malate;
  • utilizzo di latte inquinato o che si inquina durante la lavorazione; tecniche di lavoro errate;
  • utilizzo di locali non idonei alla lavorazione del latte, alla sua maturazione e alla conservazione.

I difetti più comuni sono le muffe, i sapori amari o acidi, i gonfiori, la gessosità della pasta, le fessurazioni nella crosta.
Le muffe: in gorgonzola, castelmagno e in tutti i formaggi erborinati, le muffe fanno parte delle caratteristiche e sono utili per inibire lo sviluppo di altri microrganismi indesiderabili. Le muffe che invece compaiono su formaggi di altro tipo sono indice di alterazione e sono da considerare pericolose per la salute visto che possono aver prodotto micotossine, veri e propri veleni per il nostro organismo. In questi casi se il danno è limitato si può eliminare la parte ammuffita e anche quella contigua, la tossina infatti si può diffondere su un area più vasta di quella della muffa stessa. Se invece tutta la crosta si presenta muffosa, meglio eliminare tutto il formaggio e non correre rischi.
Sapori anomali: se il formaggio assume un sapore amarognolo significa che è in atto una degradazione della caseina, componente principale dei formaggi, a opera di lieviti o batteri che hanno inquinato la forma. La causa può essere uno spurgo incompleto della cagliata in fase produttiva.
Gonfiori: le forme si presentano con rigonfiamenti anomali dovuti alla produzione di anidride carbonica e idrogeno. La causa è l´inquinamento del latte o del formaggio in fase produttiva da parte di vari microrganismi indesiderabili. Le forme con questi difetti vengono scartate prima di entrare nel circuito di vendita pertanto non si trovano in commercio.
Gessosità: la pasta a causa di una eccessiva acidità della cagliata o per uno sviluppo esagerato dei batteri acidificanti, assume una spetto gessoso, friabile, è di colore troppo chiaro e di sapore acido.

La listeria.
Si chiama Listeria Monociytogenes ed è un batterio patogeno che può provocare malattie anche mortali. I formaggi, cosÏ come altri alimenti, possono essere contaminati da questo microrganismo, pertanto è bene saperne di più.

Dove si trova la Listeria?
Purtroppo questo pericoloso batterio si trova un po´ ovunque nel terreno, in acque di scolo e pure in quelle di laghi e fiumi anche se poco inquinate. Questo significa che può trovarsi sugli ortaggi, ma anche nel latte e nei formaggi, nelle uova, negli insaccati freschi e anche nel pollame. I prodotti più a rischio sembrano essere i formaggi molli stagionati, dove la crosta muffata è il principale terreno di coltura. La Listeria resiste anche alle basse temperature di refrigerazione quindi la conservazione in frigorifero di un prodotto inquinato, in questo caso non blocca la proliferazione batterica.

Che tipo di malattie può causare? Chi sono i soggetti più a rischio?
La Listeria può causare nel caso più grave la meningite, ma spesso si manifesta con i classici sintomi di una tossinfezione alimentare: vomito, diarrea, nausea, ma a volte si presenta come una forte influenza con febbre e faringite. Altre forme di listeriosi possono colpire anche altri organi come la pelle, gli occhi, i polmoni, le articolazioni e altri ancora con una gamma di patologie assai diversificate, ma sempre gravi. In molti casi è un´infezione mortale. Le categorie di persone a più alto rischio sono gli anziani, le donne gravide, i bambini molto piccoli e tutte le persone in stato di debilitazione e nei soggetti immunodepressi.

Come ci si può difendere?
Per fortuna per contrarre la listeriosi si deve venire a contatto con un numero molto elevato di batteri, situazione questa piuttosto rara. Comunque valgono i soliti consigli: non acquistare prodotti di cui non si conosce il produttore e la provenienza. Evitare quindi formaggi o altri prodotti dell´amico contadino o i prodotti artigianali senza etichetta. Per quanto riguarda i formaggi è buona regola eliminare la crosta anche in quelli dove in teoria sarebbe commestibile come per esempio Brie e Camembert.

Lista ristoranti Parigi e Roma

  • l’Ambassade d’Auvergne
    22, rue du Grenier Saint-Lazare 75003 Paris +33 (0)1 42 72 31 22
  • Louis XIV – rue St. Denis, Paris 10e
  • Brasserie Flo
    7 cour des Petites Ecuries – 75010 Paris
    Tél : +33 (0)1 47 70 13 59
    Open 7D/7 from 12.00 pm to 3.00 pm and from 7.00 pm to 11.00 pm (on Friday and Saturday until 12.00 am).
  • Epicure
    112 rue du Faubourg Saint Honoré
    75008 Paris
    +33 (0)1 53 43 43 40
    Chef des cuisines : Eric Frechon
    Chef Pâtissier : Laurent Jeannin
    Chef sommelier : Marco Pelletier
    Directeur du restaurant : Frédéric Kaiser
  • Le grande Ourse
    9 Rue Georges Saché – 75014 Paris
  • Comptoir de la Gastronomie
    34 Rue Montmartre (Louvre)
    du lundi au jeudi de 12h à 23h.
    les vendredi et samedi de 12h à Minuit.
  • Perilli
  • Antico falcone (trionfale)
    Via Trionfale, 60, 195 Roma, Italia
    Telefono:+39 06 3973 6404
  • Ulisse
    Via Giuseppe Ferrari 10 – 00195 Roma
    Tel.: 06 3217505
    Chiuso il mercoledì
    info@ristoranteulisse.it
  • Nello l’ abruzzese
    Via Monte Santo, 19 – 00195 Roma
    (+39) 06.37.51.74.00
    Pranzo: dalle 12:45 alle 15:30
    Cena: dalle 19:45 alle 23:00
    Domenica riposo settimanale
  • Cuccurucù
    V. CAPOPRATI 10 – 00135 ROMA (RM)

Fasolari gratinati

Fasolari gratinati

http://ricette.giallozafferano.it/Fasolari-gratinati.html

Ingredienti

  • Fasolari 12
  • Pane tipo pugliese 100 gr
  • Prezzemolo tritato 2 cucchiai
  • Parmigiano Reggiano 50 gr
  • Pepe q.b.
  • Aglio 1 spicchio
  • Olio di oliva extravergine 2 cucchiai

Preparazione
Per preparare i fasolari gratinati aprite i fasolari da crudi, raccogliete la loro acqua durante l’apertura, staccateli dai gusci, che terrete da parte, e battete i molluschi con un batticarne.
Su di un tagliere con un coltello, tritate grossolanamente i fasolari e teneteli in una ciotola. Filtrate l’acqua raccolta e mettete tutto da parte.
Dedicatevi ora al ripieno: togliete la crosta al pane e tagliate la mollica a pezzi. Ponete la mollica in un mixer e tritatela quindi amalgamatela con il prezzemolo tritato, il parmigiano, l’aglio schiacciato e il pepe: mescolate bene con un cucchiaio, amalgamando il tutto con due cucchiai d’olio. Infine aggiungete un po’ alla volta il liquido dei fasolari, fino ad ottenere un composto cremoso. Con la carta stagnola create delle striscette che piegherete a cerchio e posizionerete sotto ogni guscio dei fasolari, a fare da supporto per stare dritti. Posizionate i gusci su di una leccarda ricoperta da un foglio di carta forno.
Ora aggiungete un cucchiaio di fasolari tritati in ogni guscio e ricoprite ognuno con un cucchiaio di composto di pane. Infornate a 200 ° per 25 minuti poi, trascorso questo tempo, alzate la temperatura al massimo e accendete il grill per 5 minuti fino a quando si formerà la crosticina dorata in superficie. I fasolari gratinati saranno pronti per essere portati in tavola!
Consiglio
Evitate di utilizzare il sale perché l’acqua dei fasolari è già saporita.

 

http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=253290
Ingredienti (per 3 o 4 persone)

  • 1 Kg. di fasolari (27 molluschi)
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • pangrattato (del mio pane)
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • sale (non l’ho messo in quanto ho sciacquato bene i molluschi con acqua e sale)
  • peperoncino (o pepe)

Procedimento

Ho spazzolato il guscio dei molluschi (quasi inutile, perché li avevo già tenuti in frigo per qualche ora in acqua e sale, nella centrifuga dell’insalata, come ho fatto qui), li ho lavati con acqua e sale, aperti, li ho staccati con un coltellino dalle due valve, ho eliminato il sacchetto nero della sabbia come suggerito nel video, ho riposizionato ogni mollusco su una mezza conchiglia, adagiandoli da subito in una teglia.
Ho mondato e tritato finemente il prezzemolo e l’aglio.
Li ho messi in una ciotola, ho aggiunto il pangrattato, il peperoncino, il vino e l’olio (eventualmente regolarsi con il vino o il pangrattato per correggere il composto, che dovrà risultare come una crema morbida).
Ho distribuito un cucchiaino abbondante di composto sopra ogni mollusco.
Ho spolverizzato con altro pangrattato e irrorato con un filo d’olio.

Cottura

Ho preriscaldato il forno a 200°C e cotto per 10 minuti + 2 o 3 minuti con grill acceso per far venire la crosticina.
Ho servito caldissimo.

Tiramisu alla ricotta

Tiramisù alla Ricotta

  1. http://www.galbani.it/ricette/tiramisu_con_ricotta.html
    6 persone
    Difficoltà Media
    Tempo 50 minuti

    Ingredienti:

    300 g di biscotti savoiardi
    300 g di Ricottina Light Santa Lucia Galbani
    3 uova
    75 g di zucchero semolato
    75 g di zucchero a velo vanigliato
    sale
    caffè zuccherato q.b.
    cacao amaro
    Preparazione:
    Per realizzare il tiramisù con ricotta dovrete prima di tutto lavorare in una capiente terrina la Ricottina Light Santa Lucia Galbani insieme allo zucchero semolato. Il tutto fino a dar vita ad una crema spumosa e senza grumi. Dopodiché aggiungete alla crema di ricotta i tuorli d’uovo, quindi lavorate il tutto con uno sbattitore elettrico.

    A questo punto mettete gli albumi in una ciotola abbastanza grande e montateli a neve ben ferma con un pizzico di sale. Quando gli albumi saranno quasi pronti aggiungete lo zucchero a velo vanigliato e terminate l’operazione finché gli albumi non saranno ben montati. Una volta pronti, incorporate con delicatezza gli albumi montati a neve alla crema di ricotta.

    Ora dedicatevi a preparare il caffè. Una volta pronto zuccheratelo come è di vostro gradimento. Quindi versate il caffè zuccherato in un piatto fondo e inzuppate al suo interno i biscotti.

    In una pirofila fate uno strato di savoiardi inzuppati. Quindi stendete sopra la base di biscotti una quantità generosa di crema alla ricotta. Proseguite la realizzazione del tiramisù con ricotta con un secondo strato di biscotti, uno di crema e così via fino a esaurimento degli ingredienti.

    Ad operazione conclusa coprite il vostro dolce al cucchiaio con un foglio di pellicola trasparente e mettetelo a compattare in frigorifero per un tempo di almeno 4 ore. Al momento di servirlo spolverizzate il dessert con il cacao amaro.

  2. http://imenudibenedetta.blogspot.com/2013/03/tiramisu-alla-ricotta.html
    Un tiramisù leggerissimo, preparato con la ricotta e lo yogurt al posto del mascarpone e aromatizzato con il classico caffè e una leggera nota di cannella. Un dolce molto buono ed ideale per completare il pasto senza troppi sensi di colpa!

    Puntata I Menu di Benedetta: 15 marzo 2013 (Menu Mediterraneo)

    Tempo preparazione e cottura: 20 min. ca.

    Ingredienti Tiramisù alla Ricotta per 4 persone:

    • 75 ml di caffe
    • cannella
    • 375 gr di ricotta
    • 225 gr di yogurt greco
    • 60 gr di zucchero a velo
    • biscotti pavesini
    • cacao

    Procedimento ricetta Tiramisù alla Ricotta di Benedetta Parodi

    Unire la cannella al caffè e mescolare.
    A parte mescolare la ricotta con lo zucchero a velo e lo yogurt formando una crema omogenea.
    Formare in una pirofila uno strato di pavesini bagnati col caffè, poi uno strato di crema.
    Proseguire fino ad esaurimento ingredienti terminando con crema.
    Mettere a riposare in frigo per qualche ora e spolverare con cacao prima di servire.

  3. http://it.wikibooks.org/wiki/Libro_di_cucina/Ricette/Tiramis%C3%B9_alla_ricotta
    Ingredienti
    Gli ingredienti sono per circa 4 porzioni

    • 200 g di ricotta freschissima
    • 1 uovo
    • 40 g (due cucchiai) di zucchero
    • 1 confezione di savoiardi
    • caffè (quantità variabile, indicativamente una tazzina e mezzo)
    • Mezzo bicchiere di Rhum, oppure Cognac.
    • cacao amaro in polvere q.b.

    Preparazione
    Rompere l’uovo separando tuorlo e albume. Porre il tuorlo in una scodella e montare separatamente l’albume.
    In un’altra ciotola lavorare bene la ricotta con lo zucchero, fino ad ottenere una crema soffice, quindi incorporare i tuorli e lavorare ancora in modo da eliminare i grumi schiacciandoli sul fondo della ciotola.
    Se lo si desidera, aggiungere il Rhum (o il Cognac).
    Aggiungere gli albumi montati a neve, mescolando dal basso verso l’alto per non farli smontare. A questo punto la crema dovrà risultare piuttosto spumosa.
    Preparare 4 coppe con i bordi un po’ alti, e sistemare in ognuna 2 savoiardi imbevuti di caffè, appoggiandoli alla parete delle coppa facendo in modo che rimangano “in piedi”.
    In alternativa, appoggiare i savoiardi in orizzontale sul fondo di un contenitore largo e piatto, inzupparli di caffè, ricoprirli con l’impasto. È possibile fare più strati di crema e savoiardi.
    Versarci la crema e spolverare col cacao amaro.
    Coprire con pellicola trasparente e mettere in frigo per 1-2 ore.
    varianti
    È possibile che il dolce risulti troppo “asciutto” per alcuni palati. In tal caso si può aggiungere del latte alla ricotta prima del tuorlo.
    Per insaporire, si può aggiungere della grappa alla ricotta.

  4. http://www.gustissimo.it/ricette/dolci-al-cucchiaio/tiramisu-light-issimo.htm

    Tiramisù light-issimo

    Ingredienti:

    • 400 gr. di savoiardi
    • 500 gr. di ricotta
    • 250 gr. di panna da montare
    • 4 cucchiai di zucchero
    • Cioccolato fondente in scaglie q.b.
    • 1 tazza di caffè
    • Cannella q.b.
    • 1 bustina di vanillina
    • Cacao amaro q.b.

    Preparazione:
    Preparate il caffè e lasciatelo raffreddare (1 tazza dovrebbe bastarvi).
    Iniziate a lavorare la ricotta unendola allo zucchero e impregnandola di vanillina e cannella. Mescolate fino all’ultimo grumo per ottenere una crema liscia. Affogate dentro qualche scaglia di cioccolato fondente.
    A parte, montate la panna e amalgamatela alla crema di ricotta.

    Prendete una pirofila rettangolare e, con il composto di ricotta e panna, formate un primo strato sottile.
    Su questo letto potrete iniziare a sdraiare i savoiardi dopo averli impregnati leggermente di caffè. Fatto il primo strato, coprite con la crema e ripetete fino all’ultimo savoiardo. Completate la superficie con uno strato di crema sul quale spolverate a tappeto il cacao amaro. Guarnite con altre scaglie di cioccolato, coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigorifero per almeno 3 ore.

    Accorgimenti:
    Ecco alcuni utili consigli:
    – Per lavorare meglio la ricotta, potete sostituire lo zucchero normale con quello al velo, così da ottenere un composto più cremoso e omogeneo.
    – Il caffè deve essere amaro, dal momento che i savoiardi sono già zuccherati. Vi consigliamo inoltre di allungarlo un po’ con dell’acqua o latte, altrimenti il sapore del caffè risulterà troppo concentrato.
    – I savoiardi dello strato più basso devono essere meno inzuppati di caffè rispetto a quelli disposti in superficie, in quanto il liquido tenderà poi a scendere.
    – Optate per una ricotta light, in genere più liscia e facile da lavorare, oltre che più leggera.

    Idee e varianti:
    Questo tiramisù light-issimo rimane squisito anche sostituendo i savoiardi con i classici biscotti secchi.
    Per i più sfiziosi, Gustissimo consiglia qualche goccia di marsala, rhum o brandy da versare nella crema di ricotta. Se non siete caffeinomani, l’alternativa è il caffè d’orzo o il decaffeinato.
    Guarnite con qualche fogliolina di menta o fragoline.

  5. http://www.tortealcioccolato.com/2011/06/26/tiramisu-ricotta/
    Ingredienti

    • 300 gr. ricotta
    • 75 gr. zucchero a velo
    • 75 gr. zucchero semolato
    • 3 uova
    • 300 gr. savoiardi
    • caffè già zuccherato
    • cacao amaro in polvere

    Preparazione
    Con lo sbattitore o nel robot da cucina lavorare la ricotta con lo zucchero semolato, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere i tuorli, uno alla volta, continuando a sbattere dopo ogni aggiunta.
    Montare gli albumi a neve e quando sono quasi al punto giusto aggiungere anche lo zucchero a velo. Incorporare quindi gli albumi montati a neve con lo zucchero alla crema di ricotta, delicatamente, aiutandosi con un cucchiaio di metallo.
    Preparare la teglia rettangolare e iniziare a bagnare i savoiardi nel caffè, formare un primo strato e ricoprirli con la crema alla ricotta e a piacere con una spolverata leggera di cacao.
    Continuare a stratificare, concludendo con la crema e dando un’abbondante spolverizzata di cacao amaro alla fine. Lasciar riposare in frigo prima di servire.