Günther Anders

Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini. L’ ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo. Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. E’ buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare. Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio. In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. E il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l’unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. L’ uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve essere un gregge. Tutto cio’ che permette di far addormentare la sua lucidità e’ un bene sociale, il che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali.

Günther Anders, “L’uomo è antiquato”, 1956

Lasciare un narcisista patologico

https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/04/09/cosa-aspettarsi-quando-si-abbandona-un-a-narcisista-patologico-a-alla-sua-sorte-fuoco-e-fiamme-of-course/

Fonte: Tratto da Healing from a Narcissistic Relationship: A Caretaker’s Guide to Recovery, Empowerment, and Transformation della Dott.ssa Margalis Fjelstad (Rowman & Littlefield Publishers, 2017)
Trad. C. Lemes Dias

“Rispetto molto le mie lacrime/ ma ancor di più la mia risata”
(Vaca Profana, Caetano Veloso)

La fine di una relazione con un/a narcisista è incredibilmente difficile, per molte ragioni. La vostra lealtà, compassione e desiderio di essere fedele alle promesse fatte rendono difficile per voi prendere in considerazione l’idea di chiudere il rapporto. I narcisisti possono anche rendere difficile l’abbandono perché vogliono avere l’esclusivo controllo della decisione di porre fine alla relazione. Finché l’idea di mantenere il rapporto a qualunque costo sarà la cosa più importante per voi, il/la narcisista avrà il potere di dominarvi e di manovrare le vostre decisioni.

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Le personalità drammatiche: borderline, narcisistico, antisociale ed istrionica

https://normalarea.com/borderline-narcisistico-antisociale/

Le personalità drammatiche: borderline, narcisistico, antisociale ed istrionica

I disturbi di personalità sono poco conosciuti, nonostante molte persone ne siano affette. La loro diagnosi sfugge a molti psichiatri pubblici e privati e spesso sono sottovalutati nella loro portata ed effetti. Essere affetto da un disturbo di personalità non significa essere un ‘mostro’ o che la persona cambia aspetto, come nel caso di Mr. Hyde e del Dr. Jekill. Significa soffrire in maniera intesa e spesso drammatica a causa di una serie di sintomi che impediscono alla persona di condurre una vita produttiva e di relazionarsi correttamente agli altri. Ma significa far soffrire tremendamente anche le altre persone che ne vengono in contatto: amici, familiari, mariti o mogli del disturbato, spesso vittime di abusi e manipolazioni. In questo opuscolo affronteremo solamente i disturbi di personalità appartenenti al gruppo delle “personalità drammatiche”. I pazienti appartenenti alle seguenti personalità, infatti, esibiscono intense emozioni e si propongono in ambito familiare o con amici e conoscenti con particolari modalità volte ad esagerare in modo inopportuno affetti, sentimenti, situazioni (tendenza alla drammatizzazione): Personalità Istrionica, Personalità Borderline, Personalità Narcisista, Personalità Antisociale. L’opuscolo è destinato anche ai volontari ed operatori del settore. Ci auguriamo, tramite questo opuscolo, di fornire le informazioni di base su queste patologie, per aiutare i sofferenti e le loro famiglie a comprendere meglio queste problematiche. Si ringrazia il Dott. D’Antonio per la collaborazione offerta e l’adattamento dell’opuscolo in lingua italiana. Continua a leggere “Le personalità drammatiche: borderline, narcisistico, antisociale ed istrionica”

La donna narcisista

http://www.vittimedinarcisismo.com/il-narcisismo/la-donna-narcisista/

La donna narcisista

Le donne narcisiste (nella versione overt) sono donne brillanti, estroverse, interessanti, molto concentrate su se stesse sul loro aspetto fisico, sulla loro realizzazione e sui loro obiettivi; all’apparenza non sembrano anaffettive, fredde e calcolatrici, anzi spesso, sono donne perfezioniste, che si dedicano alla coppia e alla famiglia, in modo così ossessivo, da essere attente anche al più minimo difetto dell’altro, sempre pronte a rinfacciarglielo, qualora, questo difetto possa disattendere le loro aspettative come donna o come madre. Continua a leggere “La donna narcisista”

L’OFFESO – Psicoanalisi-Pratica.com

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LA LOGICA DELL’OFFESO

La posizione dell’”offeso”, di colui che dall’altro ha o pensa di avere ricevuto una offesa, è sempre una posizione di privilegio che consente (senza il pagamento di alcun senso di colpa) l’attacco verso l’altro e la obiezione alla relazione.

La posizione dell’offeso altro non è che una “teoria patologica” per cui io penso di “avere diritto” al risarcimento per una presunta offesa o serie di offese ricevute. Diritto non dimostrato né dimostrabile. La posizione dell’”offeso” diviene allora una posizione “ansiolitica” in quanto libera il pensiero della ingiustizia subita e consente l’attacco alla stessa giustizia di cui non si è stati fruitori.

Attaccare è sempre un modo per mettersi al riparo dalla angoscia. Nasce di qui quel sentimento melanconico “controllato” (i cui effetti benefici sono ben conosciuti) in cui narcisismo ed amor proprio la fanno da padrone. Continua a leggere “L’OFFESO – Psicoanalisi-Pratica.com”

La straordinaria conversione di Chopin

https://lanuovabq.it/it/la-straordinaria-conversione-di-chopin

  • L’ANNIVERSARIO

La straordinaria conversione di Chopin

Il 17 ottobre di 170 anni fa moriva il pianista e compositore polacco Fryderyk Chopin (1810-1849), autore di una musica dalle note ‘sovrumane’. Negli anni parigini perse la fede e la sua vita, tra cattive compagnie, si fece tormentata. Ormai malato, si avvicinò al suo capezzale un noto connazionale emigrante, padre Jelowicki. Che confidando nella grazia vinse le ritrosie di Chopin, favorendone una conversione che non smette di stupire.

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Valentino Rossi

https://www.corsedimoto.com/motomondiale/motogp-dovizioso-valentino-ha-piu-talento-di-marquez/

Valentino Rossi leggenda del passato, Marc Marquez fenomeno del presente e del futuro. Due eroi del Motomondiale che hanno scritto e continueranno a scrivere gli annali di storia. Due epoche diverse, personaggi “extra-umani” per certi versi simili seppur differenti. Il Dottore ha dominato l’era “romantica” della classe regina, quando le moto si guidavano in base alle sensazioni e la sera prima della gara si poteva anche fare baldoria. Il Cabroncito ha monopolizzato “l’era tecnica” della MotoGP, con le moto che sono un distillato di elettronica, aerodinamica e meccanica, dove fino a pochi minuti prima della gara bisogna studiare ogni curva, dove un minimo particolare può fare la differenza.

Difficile fare confronti tra due campioni di epoche diverse, impossibile dire chi sia il più grande. Siamo davanti alla classica domanda ‘Chi è più forte tra Maradona e Pelè’, tra Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Ai posteri l’ardua sentenza. Si può fare una comparazione in termini di carisma, e in questo caso Valentino Rossi avrebbe la meglio. Ma l’epoca di Marquez è ancora agli inizi e sembra destinato a superare i nove titoli iridati del pesarese. Siamo davanti a due fuoriclasse fuori dal tempo, ‘condannati’ a non potersi contrapporre per via dei 14 anni di gap. Una generazione intera.

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Le 11 di cose da non fare con gli uomini

http://thefashionpolitan.com/2013/03/le-11-cose-da-non-fare-con-gli-uomini.html/

LE 11 COSE DA NON FARE CON GLI UOMINI

17 Marzo 2013

Sono sincera, il più delle volte mi viene da dare ragione agli uomini. Perché è vero, le donne hanno una naturale predisposizione a rompere i coglioni. Nel senso che quando si fidanzano, poche fanno loro il concetto di essere quella di prima, tutte invece fanno loro quello di avere il diritto di asfissiare il compagno in quanto di loro proprietà. Credenza sbagliata.

Quante volte i miei amici mi dicono: “L’ho mollata perché era peggio d’un gatto attaccato ai maroni”, oppure “Non mi interessa perché sembra non pensi, dato che ci sono già io a pensare”. Loro hanno ragione, ma le donne sono fatte così. E gli uomini sono fatti cosà. Se fosse stato tutto facile saremmo tutti accoppiati e felici nei secoli dei secoli. Amen.
Io ho racimolato tutte le (solite) lamentele, testimonianze, tiritere di amici e amici e ho fatto un decalogo + 1 di cosa le donne non dovrebbero mai fare con gli uomini. Pena rapporti infastiditi, e più raramente, perché è sempre una fatica in più per gli uomini, saluti facili. Continua a leggere “Le 11 di cose da non fare con gli uomini”

Perchè lui non si fa sentire?

http://www.psicologiadicoppia.net/perche-lui-non-si-fa-sentire/

Perchè lui non si fa sentire?

23 Giu 2013

Molte lettrici mi scrivono, interrogandosi sul perché molti degli uomini con cui escono, dopo un paio di appuntamenti non le cercano più.

Le motivazioni possono essere innumerevoli e chiaramente soggettive, ma proviamo ad individuarne una, che quasi certamente molti dei vostri amici uomini potrà confermarvi e cioè la scarsa autostima delle donne.

In questo articolo, chiaramente affrontiamo un tema generico, che in quanto tale rischia di risultare un po’ leggero, ma credo che nella sua leggerezza, molti di voi, ci troveranno del vero.
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